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Facebook Vs Linkedin: i gattini tremano

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La fine del 2016 si preannuncia davvero calda nei pressi di Menlo Park: Facebook sfida Linkedin salendo sul ring delle offerte di lavoro pronto a dargliele di santa ragione.

Linkedin: chi era costui?

Ormai anche i non addetti ai lavori conoscono la sostanziale differenza che esiste tra le varie piattaforme, Twitter, Facebook, Snapchat, Instagram e lo stesso Linkedin sono nati ognuno con delle peculiarità diverse ed un approccio al mercato profondamente distante l’uno dall’altro.

Linkedin ad oggi è ancora il punto di riferimento per le imprese che vogliono intercettare la domanda di lavoro da parte degli utenti, classico e professionale nelle impostazioni, preciso ed utile per curare il proprio Personal Branding e farsi notare da quelle realtà in cerca di professionisti.

Negli ultimi tempi, però, la sua utenza è stata più volte attaccata per via dell’uso che in molti fanno della piattaforma fino al punto di far sostenere, a diversi operatori del settore, che si stesse trasformando in una sorta di Facebook.

All’interno di un social concepito per il mondo professionale fa effettivamente specie riscontrare, sempre più frequentemente, i classici post pieni di gattini e di frasi “motivazionali” che siamo soliti ritrovare sul newsfeed del gigante californiano ma purtroppo tant’è, l’involuzione, da questo punto di vista, è ormai sotto gli occhi di tutti.

Questa deriva non deve essere sfuggita al team di sviluppo della creatura di Mark Zuckerberg che ad un certo punto, preso da un moto d’orgoglio, avrà pensato “Se loro vogliono diventare noi allora noi diventeremo loro” e giù botte.

Facebook Vs Linkedin: è solo l’inizio

Che il social di Menlo Park abbia puntato gli occhi sulle aziende e sull’aspetto lavorativo era chiaro da tempo, la lunga fase di test legata a Facebook at Work prima e la modifica del Graph Search attraverso la quale le aziende possono ricercare profili di loro interesse tra quelli che hanno inserito le proprie esperienze nelle informazioni del loro profilo, sono due elementi significativi che ben fanno comprendere il cambio di rotta del gigante.

Oggi, invece, si gettano le basi per consentire agli utenti di cercare lavoro direttamente su Facebook perché, come dichiarato da un portavoce:

“Sulle basi dei comportamenti che abbiamo visto, diverse piccole imprese postano offerte di lavoro sulle loro pagine e per questa ragione stiamo portando avanti dei test dedicati agli amministratori per pubblicare offerte e ricevere candidature.”

Anche il modello di business ipotizzato da Facebook prende spunto da quello utilizzato ad oggi dal “concorrente” Linkedin: far pagare alle aziende un abbonamento, attraverso il quale si potrà accedere all’utilizzo della funzione specifica ed alla compilazione dei campi dedicati alla eventuali posizioni aperte.

La ricezione delle candidature dovrebbe avvenire tramite Messanger stimolando, di fatto, l’utilizzo di questo strumento anche in ambito aziendale.

Facebook Vs Linkedin: “è finito il teatrino”

Una delle modifiche al vaglio degli sviluppatori riguarda la possibilità di inserire un tasto apposito per l’invio della candidatura ad una determinata posizione che, grazie ad un automatismo, riporterebbe in automatico tutti i dati principali inseriti nel profilo personale al fine di velocizzare i tempi.

Sentite anche voi il rumore sordo dell’asino che vi casca di fianco?

Perché è proprio qui che arriva il bello: in moltissimi profili le informazioni personali sono inserite secondo lo schema del famoso Dott. Katz che impone all’utente di completare i propri dati con una gestione a dir poco “fantasiosa”.

Le varie “università della strada”, i famigerati luoghi di lavoro “presso me stesso” ed i nati in Azerbaijan (che non ha mai avuto tante nascite come da quando Facebook ha aperto i battenti) dovranno iniziare a scomparire.

Possiamo ipotizzare che come posizione quella di “Ceo presso me stesso” non sarà tenuta in particolare considerazione dalle eventuali aziende alla ricerca di personale e sinceramente ci viene da chiederci perché? Perché sminuire in questo modo una carica così importante come l’essere il responsabile finanziario ed operativo della propria cameretta?

Torniamo così al discorso dei contenuti, non è un segreto che molte agenzie studiano i profili social degli eventuali candidati per avere maggiori informazioni su di essi e non è un segreto neanche che riempiendo il profilo di tette, gattini e KAFFEEEEEEE’ si possa perdere di credibilità agli occhi di chi vorrebbe investire su una determinata persona.

Probabilmente, questa svolta di Facebook, porterà molti utenti a ripensare circa la qualità della propria presenza on-line (o si spera).

Restano solo degli interrogativi: cosa succederà alla copertura di queste offerte di lavoro? Come verranno propagate all’interno del newsfeed? Quali modifiche dobbiamo aspettarci dal Page Rank? Sarà obbligatorio, per le aziende, sponsorizzare le offerte nonostante paghino già una quota annuale per il mantenimento del servizio?

Ai posteri l’ardua sentenza, per ora monitoriamo eventuali sviluppi.

Tu cosa ne pensi? Investiresti in Facebook per cercare forza lavoro oppure credi che le aziende continueranno a puntare su Linkedin?

 

Raffaele Landolfi

Consulente informatico e di Web Marketing, Social Media Manager, scrivo tanto, anche sul mio Blog. Puoi trovarmi su Facebook, Twitter e LinkedIn ma non su Instagram.

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